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In base a una ricerca condotta da SDL, le aziende non riescono ancora ad attuare una strategia di globalizzazione "digital-first", nonostante i vantaggi e le opportunità in termini di coinvolgimento dei clienti

L'80% degli intervistati ha in programma di espandersi a livello globale nei prossimi tre anni, ma solo un terzo implementerebbe una strategia digital-first

MAIDENHEAD, REGNO UNITO

27 feb 2020

Un report pubblicato oggi da SDL (LSE: SDL), leader globale nella creazione, traduzione e distribuzione dei contenuti, rivela che la maggior parte dei marchi sta ancora ignorando i vantaggi di una strategia di globalizzazione digital-first e, nell'accedere a nuovi mercati, si concentra invece sull'implementazione di un team di vendita locale. 

Le risposte alla ricerca "Digital-First Globalization Strategies" di SDL hanno rivelato che l'80% delle aziende intervistate ha piani di espansione globale per i prossimi due-tre anni: circa un terzo delle aziende prevede di espandersi in 1-3 paesi, mentre un altro 30% addirittura in 1-6 paesi. 

Il report evidenzia che, sebbene molte aziende comprendano i vantaggi di una strategia di globalizzazione digital-first, ossia il minor rischio in termini di esecuzione e l'accelerazione che può imprimere alla crescita in un nuovo mercato, due terzi degli intervistati hanno dato la priorità all'implementazione di un team di vendita locale. Tutto questo nonostante l'evidente valore che gli intervistati hanno attribuito ai contenuti: la maggior parte, infatti, ha dichiarato che migliorano la soddisfazione, la fidelizzazione e l'esperienza dei clienti e aumentano la coerenza del marchio e i ricavi. 

"Le aziende globali stanno ostacolando i propri piani di espansione concentrandosi su un approccio basato sulle vendite, prima di comprendere le esigenze dei clienti. In un mondo digitale, migliorare l'esperienza e la copertura dei clienti attraverso contenuti pertinenti, culturalmente diversificati e localizzati, ovunque si trovi il cliente, è fondamentale per il successo delle imprese", ha dichiarato Thomas Labarthe, Chief Revenue Officer di SDL. "Tuttavia, molte aziende devono ancora implementare strategie di globalizzazione digital-first e rischiano così di perdere gli enormi vantaggi derivanti dall'utilizzo di contenuti personalizzati nella lingua dei clienti per sviluppare la propria pipeline di vendita in nuovi mercati". 

Più contenuti, più lingue, meno tempo 

Dalla ricerca sono emerse tre principali strategie di gestione dei contenuti implementate dalle aziende globali moderne: incremento della produzione di contenuti, traduzione in più lingue e traduzione di un maggior numero di contenuti più velocemente. Il 40% degli intervistati ritiene che i volumi dei contenuti aumenteranno di oltre il 30% nei prossimi due anni. Alle aziende si chiede che circa il 40% dei loro contenuti venga tradotto entro 24 ore e i tempi di consegna richiesti nei settori legale, pubblicitario e marketing sono più rapidi rispetto ad altri tipi di contenuti. 

A ulteriore dimostrazione delle difficoltà che le aziende si trovano ad affrontare, la ricerca ha evidenziato che le aziende intervistate producono, in media, contenuti digitali esterni in circa 15 lingue e le società con un fatturato compreso tra 500 milioni e 1 miliardo di dollari li distribuiscono in 21 lingue. Le aziende che operano in settori regolamentati, in cui i rigorosi requisiti si evolvono e si espandono di continuo, distribuiscono contenuti digitali esterni in più lingue rispetto ai settori non regolamentati. Per quanto riguarda i contenuti digitali interni, in media, le aziende li distribuiscono in più di 12 lingue. E in media, le aziende utilizzano più di 14 archivi di contenuti per adempiere i loro obblighi. 

Quasi tre quarti (70%) delle aziende hanno affermato di poter personalizzare i contenuti in base ai dati demografici, il 64% in base alla segmentazione comportamentale e il 55% in base ai dati dei dipendenti. 

In più del 70% dei casi, la decisione di espandersi a livello globale viene presa dal gruppo dirigente esecutivo. Tuttavia, esiste un'evidente disconnessione tra i dirigenti esecutivi intervistati, il 60% dei quali ritiene che la distribuzione dei contenuti all'interno dell'azienda avvenga in modo uniforme, e coloro che mettono in atto la strategia, ossia i vicepresidenti e gli alti dirigenti, dei quali solo il 45% ritiene che sia così. 

"La creazione di supply chain dei contenuti autonome in grado di distribuire contenuti personalizzati in più lingue e su qualsiasi dispositivo è un componente chiave di una strategia di crescita globale. Tuttavia, sembra che le aziende prive di piani e di supporto adeguati per la globalizzazione digitale non riescano a mettere in atto le proprie strategie. Troppo spesso l'esperienza del cliente manca di uniformità nelle diverse piattaforme e regioni", ha dichiarato Thomas Labarthe, Chief Revenue Officer di SDL. "Investendo in tecnologie di automazione e traduzione automatica e in servizi che consentono di ottenere contenuti diversificati, le aziende globali possono tradurre e personalizzare rapidamente i contenuti per sfruttarne appieno l'impatto a livello globale". 

Kantar ha condotto la ricerca per conto di SDL presso oltre 300 dirigenti allo scopo di indagare sull'ambiente digital-first in continua evoluzione. A questi leader aziendali è stato chiesto di valutare le proprie strategie, i punti di forza e i punti deboli delle loro organizzazioni e di descrivere le tendenze che stanno definendo il loro futuro digitale. Gli intervistati operano nel marketing, nella localizzazione, nell'IT o nella trasformazione digitale e provengono da svariati settori. 

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